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Il solaio

Il solaio

Le case vecchie, specialmente quelle di ringhiera, sopra l’ultimo piano avevano el sorée, cioè il solaio o soffitta, vano non abitabile ma utilizzabile soltanto come deposito.

Le case moderne sopra l’ultimo piano hanno la camera d’aria, un vano sprovvisto di solaio idoneo a sopportare il peso di persone e cose, e destinato esclusivamente a proteggere l’ultimo piano dell’edificio dagli agenti atmosferici. Dopo questa disquisizione tecnica suggeritami dal mio amico Ettore che, come vecchio geometra ne sa più dei moderni ingegneri, passo a parlare del sorée di mia nonna.

Il nostro solaio veniva adibito, tra le altre cose, a ricovero di legna e carbone, che servivano per la stufa.  Quando dovevamo rifornirci di combustibile, in cortile arrivava el sciostrée (il proprietario della sciostra, magazzino che vendeva legna e carbone da ardere) con un carretto colmo del materiale ordinato; riempiva un grosso cesto, se lo caricava sulle spalle, e a piedi si faceva, più e più volte, i cinque piani che salivano al solaio.

Una fatica improba ricompensata dagli sguardi insofferenti della portinaia perché el sciostrée lasciava dietro di sé una scia di polvere di carbone.

El sorée, nei miei ricordi, è stato anche un luogo di romantiche scoperte perché fu teatro del famoso “gioco del dottore” con le bambine del cortile. Chi di voi non ha mai sentito nominare il  “gioco del dottore“? Un gioco particolare, che può far sorridere tanto i genitori come può allo stesso modo allarmarli spropositatamente. Mettere in scena il gioco del dottore è una lampante dimostrazione della curiosità dei bambini e del loro desiderio di scoprire il corpo umano.

Ad oggi, probabilmente con l’avvento dei tablet è un’usanza superata.

Quando purtroppo ho dovuto sgomberare la casa di mia nonna, in un angolo del solaio trovai una cassa piena di miei libri e quaderni della scuola media, di attrezzi di mio padre, di pentole vecchie e un paiolo di rame ossidato.

Quanti chili di polenta sono stati fatti in quel paiolo durante la guerra per sfamare la famiglia e com’era buona quando accompagnava lo stufato di patate e cipolle!

Dighel ai to amis