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Martinitt

Martinitt

In Corso Magenta al n° 57 c’è il Museo dei Martinitt e delle Stelline

I Martinitt era un’associazione benefica che raccoglieva i ragazzi orfani per educarli, farli studiare, avviarli ad un lavoro e immetterli nella società a 18 anni. Ricordiamo che sino al 1900 circa, i ragazzi senza famiglia venivano classificati come vagabondi e quindi messi in carcere, come e con gli  adulti.   

Frequentare la scuola elementare, e quindi essere in grado di leggere e scrivere, non era da tutti.  Avere un lavoro, per un orfano, ed essere in grado di rendersi indipendente, sposarsi e non far parte della malavita, non era semplice. A questa opera si aggiunse anche la versione femminile, bambine e ragazzine che chiamarono Stelline.

All’uscita dal collegio avveniva il collocamento presso artigiani e industriali che avevano bisogno di mano d’opera  giovane ma preparata ed educata, da inserire nelle officine e laboratori. Alcuni , i più volonterosi, vennero aiutati anche a diplomarsi.      

Le Stelline avevano sede in Corso Magenta, vicino al palazzo che ospita ora il Museo. Queste venivano avviate solo a funzioni prettamente femminili, come la sartina o la collaboratrice domestica, questa era la mentalità di allora. Alcune si fermarono all’interno del collegio quali insegnanti. Chi usciva dalla struttura era collocata adeguatamente e, quando si sposava, fruiva di una modesta dote.

Parecchi Martinitt si distinsero nella vita, in quanto onesti e laboriosi.  

I più famosi furono Rizzoli, che oltre a dedicarsi all’editoria produssero anche parecchi film, alcuni di successo con attori come Totò e De Filippo, Leonardo Del Vecchio (Luxottica) ed Edoardo Bianchi (fabbrica di biciclette e poi di automobili).                

Nel museo è descritto il percorso formative dell’associazione, dalla fondazione ad oggi: il sistema educativo e l’organizzazione, quasi militaresca, di un collegio ben amministrato e i vari e diversi  lavori manuali che venivano insegnati. 

Vi è anche un archivio, dove è possibile consultare documenti d’epoca e riceverne fotocopie. Il personale del Museo organizza anche visite guidate dove, oltre ad accompagnare per le sale ed illustrare ciò che è esposto, a volte conduce in visita presso altri luoghi legati alla cultura, all’industria e all’artigianato di Milano. 

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