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I padrun de cà

padrun de cà di ringhiera

I nostri gentili lettori che hanno passato gli …anta ricorderanno che quando eravamo ragazzini abitavamo, quasi tutti, o meglio, la classe operaia, nelle case di ringhiera.

Spiego ai più giovani cosa erano: le case di ringhiera, o case a ballatoio sono una tipologia di edilizia popolare che prevede la compresenza in ciascun piano dell’edificio di più unità abitative che condividono lo stesso balcone. In pratica la porta di casa si trova su un lungo balcone comune che percorre tutto il piano. I balconi si affacciano su un cortile interno comune a tutto l’edificio. La tipologia delle case di ringhiera, di solito a non più di cinque piani, si è particolarmente diffusa nell’Ottocento nei casamenti popolari nei centri urbani dell’Italia settentrionale, con particolare incidenza a Milano e Torino, e negli anni dell’immigrazione interna conseguente al boom economico ha costituito in molti casi la prima sistemazione abitativa per i nuovi immigrati giunti nelle metropoli del Nord.

Queste case erano, solitamente, di proprietà di una sola persona: el padrun de cà.

Il proprietario di tutto lo stabile (el padrun de cà, appunto) era persona da rispettare ed ossequiare perché aveva la facoltà di sfrattarti quando voleva in caso di morosità o di comportamento inurbano col risultato di andare a dormire sota i punt del navili e diventà un barbun.

La casa dove abitavo io era di una vedova, la sciura padrona de cà, che, oltre la nostra, aveva ereditato alter tri pè de cà; insomma, come dicevano allora, la gà no el cù frecc.

Ogni sei mesi, appeso sui vetri della portineria, compariva un cartello che recitava “La proprietaria sarà presente in ufficio il giorno xx dalle ore 15 alle 19 per la riscossione degli affitti”. Il giorno stabilito tutti gli inquilini si incolonnavano davanti a un locale, adibito ad ufficio, presidiato dalla portinaia che permetteva l’ingresso di una sola persona alla volta, ed adempivano il loro dovere. Questo atto per molte persone, specialmente le più anziane, comportava sacrifici e rinunce ma era fatto con dignità e orgoglio.

A quei tempi la povertà ti obbligava a fare delle scelte e la priorità era avegh un tecc sul coo.

Dighel ai to amis