fbpx

IL TORO IN GALLERIA

Il toro della galleria a Milano

Nel bel mezzo della famosa galleria Vittorio Emanuele II, che collega piazza Duomo con piazza della Scala, non è raro vedere un gruppo di persone in paziente attesa, osservare qualcuno che, appoggiato sul tacco del piede destro, ruota su se stesso per più volte. Finita l’esibizione viene sostituito da un altro e avanti così per tutto il giorno e per tutti i giorni dell’anno. Tutto questo è da attribuire a un’usanza  tutta italiana, in questo caso diventata internazionale: la scaramanzia. Per chi visita Milano, dopo il giro in Duomo, la tappa dal toro in Galleria è diventata obbligatoria.

Quando si progettò la Galleria si decise di decorare il suo pavimento con il simbolo della città di Milano, attorniato da quello di altre importanti città italiane come la lupa di Roma o il giglio di Firenze. Tra questi si scelse anche di realizzare un toro per rappresentare Torino. Il toro, che si trova vicino allo stemma di Casa Savoia (croce bianca su scudo a sfondo rosso) è raffigurato con gli “attributi” in bella vista.

Poco dopo il termine dei lavori si diffuse la diceria che quel toro, e in particolare i suoi grossi attributi (i ball del tor), portasse fortuna. Per gli uomini alla ricerca di un pò di buona sorte divenne usanza fare alcuni giri tenendo il tacco della scarpa ben puntato sulle palle dell’animale. Ai primi del 1900 si diceva che l’organo del toro avesse poteri legati alla fertilità. Non era strano vedere donne che lo accarezzavano con la mano o con il piede nudo. Tra le donne si diffuse anche l’usanza di sedersi sopra, perché qualcuna aveva detto che in particolari frangenti poteva accadere che l’organo dell’animale si animasse di vita propria! Pensa ti che fùrbett i noster nonn!
L’usanza divenne tanto diffusa tra i milanesi, e in seguito anche tra i turisti, che spesso si dovette restaurare le parti di mosaico consunte dal continuo sfregamento. Infine si decise di sostituire quella porzione di disegno con una semplice colata di ferro, più resistente all’usura.

Oggi le colate vengono rifatte frequentemente perché la ricerca di un pò di fortuna è diventata così frenetica che anche il metallo viene completamente consumato e al suo posto resta solamente un profondo buco conico. Migliaia di turisti e di milanesi ogni giorno schiacciano ritualmente le palle di quel paziente toro come portafortuna!
Secondo la leggenda però porta fortuna ruotare di 360° con il tallone del piede destro sui testicoli del toro solo alle ore 24 del 31 dicembre!!!

Buona fortuna.

Dighel ai to amis