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Le comodità di una volta: in fund a la ringhera tra el cess e la ruéra

le comodità di una volta

Avrete sicuramente sentito la frase “el stava in fund a la ringhera tra el cess e la ruéra”.

Questa frase, prettamente meneghina, alludeva a qualcuno che non abitava nel posto più elegante del caseggiato e, inoltre, stava ad evidenziare che i servizi igienici non si trovavano nel contesto abitativo ma erano a disposizione della comunità.

Scrivo questo pezzo perché, ieri mentre ero in tram, ho sentito due signore che, parlando fra di loro, dicevano: “Guarda, noi siamo in casa in due ma se non avessi due bagni non saprei proprio come fare” cioè hanno un bagno a testa a disposizione per ventiquattro ore.

Noi avevamo un bagno in quattro famiglie. Il nostro bagno, che in meneghino si chiamava “cess”,  era un locale da circa un metro quadro chiuso da una porta di legno con piccolo catenaccio all’interno, al suolo un vaso modello “turca”, nella parte alta una cassetta metallica convogliava, tramite un tubo, acqua alla base, azionata da una catenella metallica; sul muro di destra era piantato un chiodo sul quale erano infilati dei riquadri di carta stampata ricavati da vecchi giornali.

Oggi vendono la carta igienica decorata con fiori e aforismi, noi l’avevamo con pezzi di articoli di cronaca e fotografie di personaggi famosi, tant’è vero che gli occupanti il servizio, durante la seduta, ne approfittavano per aumentare la loro cultura.

E’ successo molte volte che giunto alla porta di legno dovevi ritornare sui tuoi passi perché dall’interno ti gridavano: “impedito”.

Adesso, a che non sa come fare se non ha a disposizione un bagno a testa in casa, posso suggerire quello che facevamo noi: aspettare e tenerla.

Dighel ai to amis