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HO INCONTRATO IL CORONA VIRUS

Ho incontrato il corona virus sulla panchina dei giardinetti

Ieri sera, stanco della forzata clausura, ho deciso di uscire a fare due passi e prendere una boccata d’aria. Mi sono incamminato verso i giardini di Via Val Di Ledro.  

Ero lì, solo soletto, seduto su una panchina, quando mi si avvicina una figura alquanto strana, mai vista prima; una palla con dei buffi barbigli rossi e neri che gli spuntavano dappertutto. 

Cogliendomi di sorpresa quella cosa ha iniziato a parlare.

Ciao, posso sedermi vicino a te?”.

“Siediti pure ma ad almeno un metro di distanza” ho risposto io.

Come ti chiami?” mi chiede.

“Marco, rispondo io, e tu?”

Io mi chiamo corona virus, per gli amici COVID-19”. 

“Allora se tu quello che sta creando tutto questo bordello”.

Io non sto creando nulla, faccio solo il mio lavoro che è quello di infettare gli umani per aiutarli”.

“Ci infetti per aiutarci? Non ti capisco”.

Non capisci? Eppure, è facile. Dimmi, senza il mio contagio globale, vi sareste mai resi conto che la terra è una sola e che nessuna nazione, nessun continente può continuare a non fare nulla per fermare l’inquinamento o dare la colpa sempre agli altri? 
Senza di me sareste riusciti ad abbattere le polveri sottili? Sono anni che ci provate emanando divieti di circolazione che poi non rispettate. Io ci sono riuscito in pochissimi giorni.
Vi ho fatto soprattutto riscoprire il piacere di stare con i vostri figli, con i vostri cari. Prima non avevate mai tempo per loro, troppo presi a lavorare, a correre in palestra, a uscire con gli amici, a sballarvi in discoteca. In pratica vi ho fatto riscoprire la famiglia e  anche due parole che avevate dimenticato: solidarietà e umanità.
Quand’è stata l’ultima volta che avete letto un buon libro? Adesso avete il tempo per farlo. Dovreste ringraziarmi”. 

“E i morti per causa tua?” 

Mi spiace credimi che della gente muoia, però io non sono mai la sola causa, sono un concausa, quelle persone avevano tutte anche altre patologie, e poi, dimmi, quanti morti causate voi con tutte quelle stupide guerre che vi ostinate a combattente da sempre? E le stragi del sabato sera? Anche quelle sono finite grazie a me perché vi ho costretti a chiudere le discoteche”. 

“Te la prendi soprattutto con gli anziani, sei cattivo”

È il vostro sistema previdenziale che li costringe a sopravvivere, non a vivere, con pensioni da fame, non è forse molto più cattivo di me? Comunque, tra poco me ne andrò e tutto finirà, spero che la lezione vi sia servita altrimenti ritornerò”.

“Per quando ritornerai avremo pronto il vaccino contro di te”. 

Finché continuerete a stanziare per la ricerca medica le briciole che rimangono dai budget per le spese militari, dubito che lo troverete”.     

Ero ammutolito, quella buffa palla mi aveva colpito con le sue argomentazioni. 

Stavo per andarmene, poi mi sono fermato, mi sono voltato e gli ho chiesto “Dimmi COVID-19, mi hai infettato?”
Mi ha chiesto “Per quale squadra tifi?
Milan dico io”.
Guarda i mie barbigli, sono rosso… neri, a te non ti posso infettare”.

“Ascolta COVID-19, non è che per caso c’entri qualche cosa con la quarantena della Juve?” 

Si è messo a ridere, “Io non mi occupo di calcio, però prima di venire a Milano ho fatto un giro a Vinovo. Adesso è ora che vada, sai mi aspettano ad Appiano Gentile, ciao.

Ciao COVID-19, forse è proprio vero che tutto il male non viene per nuocere. 

Dighel ai to amis