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I navigator

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Cari fans del sito, questo racconto inaugura una nuova serie di ricordi. 

Ho deciso di scriverli per dimostrare, urbi et orbi, come molte “innovazioni” di oggi, de facto, esistessero già ai tempi di Carosello. Prendiamo per esempio i navigator
Il loro scopo dovrebbe essere quello di trovare lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza, almeno così ci sono stati presentati. Voi non ci crederete ma quando ero un ragazzo esistevano già, eravamo noi. 

Non potete immaginare quanto lavoro abbiamo procurato ai vetrai della zona giocando alla lippa in cortile o tirando con la fionda ai passeri. I carrozzieri di Niguarda hanno vissuto un vero boom economico grazie alle nostre gare in bici lungo la via Val di Ledro. Ogni tanto ci capitava, ahinoi, di finire contro un’auto in sosta. Del tutto involontariamente sia ben chiaro. Dicono che il signor Malara, un sarto che abitava in via Hermada 14, si sia comperato una casa al mare grazie ai proventi derivanti dai pantaloni che le nostre buone mamme gli portavano da rammendare.

Anche i ciabattini avevano il loro bel da fare a risuolare le nostre scarpe. 

Del resto, pantaloni rotti sulle ginocchia e scarpe sfondate, erano lo scotto che dovevamo pagare alle interminabili partite a pallone in quel campetto tutto terra e sassi. 

Non so se i navigator riescono a procurare oggi lo stesso lavoro che abbiamo procurato noi… allora.
Sinceramente  sono sicuro di no. 

E pensare che questi signori sarebbero anche pagati per farlo mentre l’abbiamo fatto “a gratis”. 
Per oggi mi fermo qui. Alla prossima!

Dighel ai to amis