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La sanità de quand s’eri un bagaj: i puntur

La sanità de quand seri un bagai: i puntur

La figüra l’è on quader famus de on tal Norman Rockwell dal titul “Before the shot“: praticament voeur dì prima de ciapà un gran culp in del cü ma in ingles.


Al tempo di Topo Gigio era prassi consolidata che il medico di famiglia, a primavera, prescrivesse a noi ragazzi i mitici ricostituenti. 

Solo che allora mica te li davano sotto forma di compresse o sciroppo, no, ti facevi un ciclo di punture, i puntur. Quante punture nel cu*o mi sono fatto, non lo ricordo. 

A farmele era una signora che abitava in Via Hermada 8, di nome Bice, che per praticare le iniezioni non utilizzava le siringhe usa e getta con l’ago indolore, macché, utilizzava una siringa di vetro che oggi nemmeno più i veterinari utilizzano per vaccinare i bovini. 

Siccome era multiuso, una veloce bollitura fra una chiappa e l’altra era l’infallibile sistema di sterilizzazione.  

L’ago era lungo circa 10 cm, con la punta tagliata a fetta di salame e le sue dimensioni ricordavano quelle di un chiodo da carpentiere.     

Eppure, a ben ripensarci, la Bice, con quel ago, rispettava benissimo il concetto di eguaglianza tra gli uomini. Introduceva il suo strumento nelle chiappe di un gran signore o in quelle di un modesto operaio, con la stessa cinica determinazione. La vera parità sociale inn i puntur, indipendentemente dalle dimensione del sedere.    

Dighel ai to amis